Dagli anni ’40 al dopoguerra

Alfa Romeo

Dagli anni ’40 al dopoguerra

alfa_romeo_storia
FIAT 656 RN, per l’ATAG di Roma nel 1935.
alfa_romeo_storia
Il Lancia omicron “Macchi” a due piani.
ALFA ROMEO  (6)
1927: Lancia Eptajota carrozzato Macchi, in servizio a Napoli.
alfa_romeo_storia
Auto alveare duplex Lancia Omicron Macchi del 1931.

Negli anni ’40 entra in campo anche l’ALFA ROMEO con i modelli “50A”, “80A” e “110A”. Gli autobus “FIAT 656″ ed “ALFA ROMEO 110″ vengono proposti intorno al 1940 in una nuova versione detta a cabina avanzata, decretando così la fine dei cosiddetti “Musoni”. Nel 1942 le prime “corriere” si avvalgono del famoso telaio “FIAT 666″. Agli albori degli anni ‘50 vengono utilizzati numerosi autobus per il trasporto pubblico, ormai tutti a guida avanzata e posta sulla destra, di naturale derivazione “camionistica”: i vari “FIAT 680″, “OM Orione”, “Taurus”, “Supertaurus” e “ALFA ROMEO 140AU”, ed altri. Uno dei modelli più diffusi è stato il “FIAT 656 RN”. E’ doveroso ricordare come il n°133 dell’ATAF di Firenze fu protagonista di una trasformazione che lo rese articolato, essendogli stato accoppiato un rimorchio a “mantice e volta corretta” di costruzione PIAGGIO, poi denominato “R1″. L’esperimento, unico nel suo genere, non ebbe seguito.

  • Alcuni sporadici esemplari di “FIAT 680″ vennero acquistati da vettori del sud Italia, oppure da intraprendenti scuole guida, che li hanno tenuti in piedi fino alla fine degli anni “70”.
    Un caso limite, ma non forse l’unico, è quello della vettura milanese 1067, che rimasta in servizio fino oltre l’inizio degli anni ’80.

Home

Leave a Reply