Dal dopoguerra al boom economico

Dal dopoguerra al boom economico

Dagli anni ‘50 circa ad oggi, Alfa Romeo, Fiat e Lancia si affidano in 80a 635RNU 656rnaparte a carrozzerie specializzate, fornendo loro i gruppi meccanici e i telai. La popolazione cresce e le esigenze di muoversi avanzano sempre più. Si cerca di fronteggiare ciò introducendo anche autobus più lunghi. Dopo la parentesi “alta capacità”, si ridimensionano forme e caratteristiche, specie per quello che sarà in futuro lo standard dell’ autobus urbano in Italia. Dal 1954 fino a tutti gli anni 60, circoleranno solo pochi modelli standard allestiti però da molteplici carrozzerie. La carrozzeria Viberti, di Carmagnola (TO), propone almeno due versioni del “FIAT 680 CV5″. Da notare che la sigla CV non si riferisce a nessun tipo di cavalli vapore o simili, ma soltanto alle iniziali di Candido Viberti. Nel 1954 arrivano i modelli “FIAT 401″, “404” e “405” lunghi 10,40 metri. Ma resteranno in produzione per poco tempo, mentre saranno più fortunate le versioni filoviarie 2401 e 2405. Nel 1956 arriva finalmente quello che sarà il veicolo base nel trasporto urbano italiano, adottato da numerosissime città e piccoli centri. Si tratta del “FIAT 411″, anch’esso costruito in molte versioni e da molti carrozzieri, lungo 11m. Vi era anche una versione snodata di 18 metri con motore verticale sovralimentato, acquistato da ATM di Torino. Nel 1954 arrivano i modelli FIAT 401; 404 e 405 lunghi 10,40m. questi resteranno in produzione per poco tempo, mentre saranno più fortunate le versioni filoviarie 2401 e 2405. Nel 1956 arriva finalmente quello che sarà il veicolo base nel trasporto urbano italiano, adottato da numerosissime città e piccoli centri.Si tratta del FIAT 411 anch’esso costruito in molte versioni e da molti carrozzieri, lungo 11 m. Vi era anche una versione snodata di 18m. con motore verticale sovralimentato facente parte del parco ATM di Torino. Anche questo venne proposto nella versione filoviaria denominata 2411.

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