GLI ANNI ’70 E ’80

GLI ANNI ’70 E ’80

GLI ANNI '70 E '80 (2)
In bianco e nero il 668 dell’ATUM di Pisa, a colori un 668 F/113-TIBB-Stanga del 1950, in dotazione alla filovia di Chieti, restaurato nel 1991 è consevato presso il Museo dei Trasporti di La Spezia.

Un lotto di 9 vetture in origine in servizio a Bologna, arrivò in riviera ligure, a Sanremo, nel 1983. Sette unità, provenivano da Padova e 2 da Verona, dopo aver precedentemente prestato servizio anche a Bergamo. Le prime 8 sono state radiate nel 1989 e l’ultima nel 1990.
Tra il 1958 e il 1959 a Milano entrano in servizio 40 filosnodati a 4 assi “FIAT 2472 CGE Viberti”, cui seguirà un’ulteriore fornitura di altre 45 unità negli anni 1964/65. Vetture che restarono in servizio fino agli anni ’90, quando furono gradualmente sostituite dai moderni “filosnodati SOCIMI” nel 1991, “BREDA” nel 1997 e “AUTODROMO” nel 1999.

Un altro veicolo molto usato specie in alcune città più piccole era il “FIAT 2405″, anch’egli presente nella flotta dell’ATM milanese in 31 unità, sempre carrozzato da Viberti con gruppi elettrici CGE.
L’espansione del trasporto su gomma comincia seriamente a minacciare i veicoli a trazione elettrica, anche se molte città

continuano a mantenere tram e i filobus. Ma i filobus per il mercato italiano non verrano più costruiti per quasi vent’anni.

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Il trittico cui sopra, propone i 668 di Livorno a sinistra, di Catania a destra e sotto una vettura appartenuta alla filovia di mestre.

Alcuni centri, pilastro delle reti filoviarie italiane, invece di sopprimere la rete e convertirla in autobus, azzardano la richiesta ad alcune case costruttrici. Prima fra queste Rimini, che nel 1978 riceve per il rinnovo della flotta il filobus “Volvo-Mauri”, che andrà a sostituire i precedenti “FIAT 2411″. La carrozzeria MAURI si occuperà in seguito anche di ricarrozzare un articolato milanese su telaio “FIAT 2472″, nonché un “FIAT 668″ della rete di La Spezia.
Le grosse commesse che fanno rinascere stilisticamente le reti filoviarie, riguardano la città di Parma, che nel 1979 adotta il nuovo “Menarini F201LU”, e Cremona, dove la AEM acquista i “VOLVO R59″. Cagliari si dota,invece, di vetture filoviarie su telaio “Siccar177″, ovvero “INBUS F140 FU”. E a Cagliari di filobus tipo “F140″ ne sono stati messi in servizio 15 unità, (non 18), immatricolate da 601 a 615. Ai giorni nostri sono stati tutti accantonati, tranne il 606 e 610, che vengono saltuariamente usati come riserva, dopo aver subito alcuni aggiornamenti, tra i quali l’inserimento del servosterzo di cui erano privi.
Gli anni ’80 non vedono in Italia la produzione di nuovi filobus, finché a Milano, Modena e Cagliari si pensa di sostituire alcuni veicoli più anziani come i “FIAT 2405″ e “2411”.
Il filobus “SOCIMI 2471″ di 12 metri è il veicolo ideale per questa operazione. Così, i “SOCIMI” entrano a far parte del panorama urbano di queste città tra il 1986 e il 1988.GLI ANNI '70 E '80 (3)
A cagliari sono immatricolati dal 616 al 651, per ricevere, successivamente, una nuova livrea in bianco e giallo.

Nel 1987 la rete di San Remo comincia a sostituire i “FIAT 2411″ con dei nuovi filobus MENARINI “F201/1LU”. Nel frattempo, era il 1982, la rete filoviaria di Bologna aveva cessato il servizio. Tuttavia il bifilare non venne smontato. Un’accortezza che permise un non difficile ripensamento. Il servizio filoviario riprenderà, infatti, il 20 aprile 1990, con la linea 13, Borgo Panigale-S.Ruffillo. Una linea che vede unificate due storiche filovie, la 41 e la 46, utilizzando in parte i bifilari già esistenti e rimessi oppurtunamente a punto.

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