IL DECLINO DEGLI ANNI ’60

IL DECLINO DEGLI ANNI ’60

IL DECLINO DEGLI ANNI (2)
Filobus “Isotta Fraschini F1, ricostruito da Macchi negli anni 50″, della STECAV di Como, in servizio dal 1954, accantonato a Camerlate nel giugno del 1976.
IL DECLINO DEGLI ANNI (3)
Un filobus FIAT 668 “Cansa”, in servizio a Catania, mentre percorre V.Etnea nel 1955.
IL DECLINO DEGLI ANNI (4)
Il filobus LANCIA V11, in servizio a Firenze dal 1954, carrozzato dalle Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi in un immagine del 1970.
IL DECLINO DEGLI ANNI (1)
Il tre assi FIAT 672 F/122 Cansa CGE del 1951, in forza all’ATM di Milano.

Tutte le filovie italiane funzionavano a corrente continua di 600 Volts, ad eccezione della rete cagliaritana che era alimentata a 750 Volts. Le linee extraurbane Fermo-Porto S.Giorgio, Torino-Rivoli e le provinciali di Verona, invece, erano, alimentate a 1200 Volts, per limitare la caduta di tensione e ridurre il numero delle sottostazioni.
Negli anni 50/60 la produzione filoviaria italiana si limita a pochi veicoli standard, che poi avranno base nei vari parchi aziendali, quali i “FIAT 668″, gli “ALFA ROMEO 800″, i tre assi “FIAT 672″ e “ALFA ROMEO 140AF”. Tra i filosnodati, sono da menzionare i “FIAT 2405″ di Verona e i “FIAT 2472″ dell’ATM di Milano.
Tra i modelli più evoluti, troviamo i “FIAT 2401″; i “FIAT 24112; i “LANCIA V11″ e gli “ALFA ROMEO 910″ e “1000”.
Tutti questi modelli, insieme ai precedenti, hanno svolto servizio fino alla fine di alcune reti filoviarie più o meno importanti, eliminate fra il 1968 e il 1975.

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